“Saper essere”: quando la tecnica incontra l’identità

C’è un momento, nel percorso formativo, in cui tutto cambia prospettiva.

Non si tratta più solo di apprendere tecniche, ma di comprendere cosa significa davvero essere professionisti dell’ospitalità. È qui che prende forma il modulo “Saper Essere”, uno dei passaggi più profondi e trasformativi dell’esperienza in Accademia.

Attraverso attività come il teatro d’impresa, tenuta dai docenti Roberta Azzarone e Lorenzo Parrotto, gli studenti lavorano su dinamiche relazionali, ascolto e presenza. Esercizi apparentemente semplici che diventano strumenti concreti per sviluppare consapevolezza.

Tra questi, l’esercizio dello specchio: a coppie, in silenzio, replicando i movimenti dell’altro fino a costruire una sintonia fluida. Un lavoro sottile su osservazione ed empatia, che richiama da vicino ciò che accade in sala, dove cogliere segnali e bisogni dell’ospite è parte essenziale del servizio.

Allo stesso modo, l’esperienza del “lasciarsi guidare”, a occhi chiusi, mette gli studenti nella condizione di affidarsi completamente a un altro. Un esercizio che richiama le dinamiche della brigata, dove fiducia e responsabilità condivisa diventano fondamentali.

Non si tratta solo di comunicare, ma di entrare in relazione.

Il “Saper Essere” diventa così il punto di incontro tra competenze tecniche e maturità personale. È qui che emerge una consapevolezza chiave: il valore di un professionista non sta solo in ciò che sa fare, ma in come riesce a far sentire gli altri.