C’è un momento dell’anno in cui concentrazione e creatività si incontrano: l’esame di mixology.
Il percorso si è articolato in due fasi. In una prima parte teorica è stata valutata la padronanza dei fondamenti tecnici della disciplina.
La mixology, nel mondo della ristorazione contemporanea, esercita un’influenza crescente nella definizione dell’esperienza sensoriale complessiva. I cocktail dialogano sempre più spesso con le carte dei vini e con le proposte gastronomiche, contribuendo a creare abbinamenti e momenti memorabili per gli ospiti.
A seguire, la prova pratica: la realizzazione di due cocktail. Guidati dai docenti Claudio Zerilli e Marco Ferretti, gli studenti hanno prima interpretato un grande classico, per poi dare vita a una creazione personale.
Il risultato? Bicchieri capaci di raccontare viaggi, ricordi e intuizioni. Perché a Intrecci la tecnica è fondamentale — ma è la personalità a fare la differenza.