I Valori

Il cliente non mangia in cucina, non parla con il cuoco,
non si fa consigliare dal maître pâtissier.
Non è fatto accomodare tra i fornelli.
Non vede il cibo prima di ordinarlo, non vede le celle frigorifere o la cantina.
Il cliente sceglie sì un’esperienza culinaria,
ma per renderla unica ha bisogno in primis della sala.
Il volto di un piatto prelibato è di chi lo racconta con maestria,
raramente conosciamo i lineamenti di chi lo ha cucinato per noi.
In un’ epoca in cui il cibo è sotto ogni riflettore possibile,
le persone, ristoratori compresi, tendono a dimenticare che è la sala,
insieme alla cucina, a dare vita allo spettacolo.

Che il cliente si serve in sala e che quindi la sala serve.
Che prima viene il “benvenuto” e solo dopo il “buon appetito”.

Ed è in quel “benvenuto” che Intrecci pone il fulcro di un nuovo progetto accademico: l’alta formazione di sala. Un percorso che ha come scopo la formazione di nuovi esperti in accoglienza capaci di conciliare altissima preparazione e ottime capacità gestionali e manageriali con un’indispensabile dose di calore ed empatia. Delle figure cardine in grado di tenere insieme i fili che uniscono l’arte dell’ospitalità a quella enogastronomica.

Un modo per dare nuova vita e nuovo prestigio a un mestiere dalla eco ingiustamente polverosa sulla base di precisi valori chiave, distintivi della scuola di Intrecci:

la Classe intesa come eleganza, preparazione ed armonia e non come distanza o affettazione,
il Calore inteso come presenza e mai come invadenza,
il Carattere, inteso come capacità di distinguersi rimanendo fedeli a se stessi e al proprio territorio.

Così nascono i professionisti che porteranno in vita una nuova idea di sala, contemporanea e accogliente, che negli anni si è fatta sempre più necessaria: la sala che serve.

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